Per te.
01
Il Metodo:
La Mappa della Presenza
02
Pratiche corporee:
Pilates, DanzaTerapia
01
il metodo
La Mappa della Presenza
L'origine
Ogni relazione che viviamo nasce da un modo di essere presenti.
Prima delle parole.
Prima delle decisioni.
Prima dei ruoli.
La qualità della presenza con cui abitiamo noi stessi e gli altri orienta il modo in cui percepiamo, scegliamo e costruiamo le nostre relazioni.
Negli anni, lavorando con persone, gruppi e organizzazioni, ho osservato che questo processo segue una direzione ricorrente.
L'ho chiamata La Mappa della Presenza.
La Mappa
Presenza
È il punto di partenza.
La presenza è la capacità di tornare ad accorgersi di ciò che accade nel corpo, nel pensiero e nella relazione.
Non è controllo.
Non è concentrazione.
È disponibilità ad esserci.
Consapevolezza
Quando siamo presenti iniziamo a vedere.
Riconosciamo ciò che sentiamo, ciò che pensiamo, i nostri automatismi, i nostri bisogni e quelli dell'altro.
La realtà diventa più nitida.
Scelta
La consapevolezza apre uno spazio.
Tra stimolo e risposta compare la possibilità di scegliere.
Le azioni smettono di essere soltanto reazioni.
Diventano decisioni.
Relazione
Ogni scelta prende forma nella relazione.
Con noi stessi.
Con le persone.
Con i gruppi.
Con la comunità.
È qui che la presenza diventa esperienza condivisa.
Una mappa, non una formula
Non è un modello da applicare.
Non è un percorso rigido.
È una mappa che aiuta a comprendere come nasce la qualità delle nostre relazioni e dove possiamo intervenire quando qualcosa si blocca.
Come ogni mappa, non sostituisce il cammino.
Lo rende più leggibile.
Una mappa che continua a muoversi
La Mappa della Presenza non descrive una sequenza lineare.
Ogni relazione ci riporta continuamente alla presenza.
Per questo la considero una pratica.
Ogni volta che torno ad accorgermi, il ciclo ricomincia.
La presenza genera consapevolezza.
La consapevolezza rende possibile la scelta.
La scelta trasforma la relazione.
E ogni relazione ci invita, ancora una volta, a essere presenti.
Come lavoro con questa mappa
Ogni persona arriva con una storia diversa.
Per questo il metodo non consiste nell'applicare esercizi uguali per tutti.
Utilizzo strumenti provenienti dalla psicologia, dal lavoro sul corpo e dall'esperienza di gruppo per creare le condizioni in cui la presenza possa essere allenata.
Perché la presenza non è un talento.
È una pratica.
03
allenare la presenza
Un luogo per allenare la presenza
Viviamo giornate piene.
Le richieste si susseguono, le relazioni cambiano velocemente, il corpo continua a parlarci mentre la mente corre già verso ciò che verrà.
In questo ritmo è facile accorgersi di essere presenti ovunque, tranne che a sé stessi.
Allenare la Presenza nasce per questo.
Per creare uno spazio in cui rallentare senza fermarsi, ascoltare senza giudicare ed esplorare un modo diverso di abitare sé stessi e le proprie relazioni.
Perché la presenza non è una qualità che alcuni possiedono.
È una pratica che può essere allenata.
Perché allenare la presenza
Essere presenti non significa controllare tutto ciò che accade.
Significa imparare ad accorgersi.
Del corpo.
Del respiro.
Dei pensieri che attraversano la mente.
Delle emozioni che prendono forma.
Di ciò che accade nella relazione con gli altri.
Ogni volta che ci accorgiamo, nasce uno spazio.
Ed è in quello spazio che diventa possibile scegliere, invece di reagire automaticamente.
Allenare la presenza significa coltivare proprio questa possibilità.
Come si lavora
Ogni incontro intreccia tre linguaggi che accompagnano da sempre il mio lavoro.
Il Corpo
Il corpo custodisce informazioni che spesso la mente non riesce ancora a nominare.
Attraverso il movimento, il respiro, la postura e l'ascolto corporeo impariamo a riconoscere ciò che stiamo vivendo.
La Parola
Mettere in parola l'esperienza permette di darle forma, attribuirle un significato.
Le parole non servono a spiegare ciò che accade, ma ad avvicinarsi ad esso con maggiore consapevolezza.
La Relazione
La presenza non si costruisce da soli.
È nella relazione con gli altri che possiamo osservare come ascoltiamo, comunichiamo, scegliamo e costruiamo fiducia.
Per questo il gruppo diventa uno spazio di apprendimento e di sperimentazione.
Un allenamento, non una lezione.
Allenare la Presenza non è un percorso da seguire passivamente.
È uno spazio esperienziale.
Ogni proposta nasce dall'incontro tra riflessione psicologica, esperienza corporea e confronto nel gruppo.
Non si tratta di imparare qualcosa di nuovo.
Si tratta, piuttosto, di riconoscere ciò che è già presente e renderlo progressivamente più disponibile nella vita quotidiana.
Cosa troverai.
A chi si rivolge.
Un luogo in cui fermarti.
Un tempo dedicato all'ascolto.
Esperienze corporee accessibili a tutti.
Riflessioni psicologiche.
Dialogo e confronto.
Silenzi.
Movimento.
Domande.
E la possibilità di allenare, incontro dopo incontro, quella qualità della presenza che accompagna ogni relazione della nostra vita.
A chi desidera abitare le relazioni con maggiore consapevolezza.
A chi attraversa un momento di cambiamento e sente il bisogno di ritrovare un punto di appoggio.
A chi lavora con le persone e riconosce che la qualità della propria presenza è parte integrante del proprio lavoro.
A chi sente che il corpo ha qualcosa da raccontare.
A chi desidera trasformare il modo in cui vive sé stesso, gli altri e i luoghi che abita.
04
La presenza si allena nella quotidianità
L'obiettivo non è vivere esperienze straordinarie.
È tornare alla vita di tutti i giorni con uno sguardo diverso.
Accorgersi un istante prima.
Respirare un po' più profondamente.
Scegliere con maggiore libertà.
Abitare le relazioni con una presenza più piena.
Perché è nella quotidianità che la pratica prende forma.
Ed è nella continuità che la presenza, lentamente, trasforma il nostro modo di vivere noi stessi, gli altri e la comunità.
